alcune patologie del gatto

Leucemia virale felina

Questa malattia è causata da un retrovirus che si trasmette tipicamente per contatto con la saliva infetta (morsi, leccamento), urina contaminata, sangue e feci di gatti infetti, rapporti sessuali; la mamma gatta può infettare i cuccioli attraverso la placenta o in seguito durante l’allattamento.
Le conseguenze dell’infezione da FeLV variano da gatto a gatto:
1. Una parte dei gatti infetti sviluppa una viremia transitoria, ossia ne è affetta per meno di 12 settimane, si negativizza entro un anno, rimanendo portatore sani. Questi gatti sono quasi immuni anche al FIV.
2. Una parte dei gatti infetti, sviluppa un’infezione latente (espelle il virus attraverso il sangue e la saliva senza mai estinguere completamente il virus). Il sistema immunitario di questi gatti trattiene e mantiene sotto controllo il virus ma se gli stessi vengono sottoposti a stress (es. malattia, farmaci immunosoppressivi, gravidanza), il virus esce dalla fase di latenza ed e i gatti si ammalano.
3. Meno di un terzo dei gatti infetti sviluppa viremia persistente. In questi casi le infezioni persistenti possono causare una molteplicità di problemi cronici e malattie, la maggior parte delle quali sono legate ad immunosoppressione, anemia, linfomi. Tuttavia, gatti positivi possono restare asintomatici e contagiosi per molti anni e i tempi e la severità della manifestazione possono essere molto variabili.
4. I gatti più fortunati, non si infettano all’esposizione al virus, o per una personale o ereditaria resistenza, oppure solo perché l’esposizione è stata breve e non sufficiente ad infettare.
Il virus della leucemia felina danneggiando irreversibilmente il sistema immunitario, rende il gatto sensibile a qualsiasi tipo d’infezione, pertanto nel soggetto malato si potranno rilevare sintomi riferibili a problemi dell’apparato orale e respiratorio, dell’apparato digerente, patologie cutanee, predisposizione a tumori ed anemia.
La diagnosi si esegue mediante un test sierologico. Purtroppo, i gatti affetti da FeLV sono destinati a morire nel giro di alcuni anni. A volte con cure di supporto e trattamenti sintomatici, i gatti possono vivere un po’ più a lungo di quanto avverrebbe senza terapia alcuna. E’ possibile vaccinare un gatto per limitare il pericolo di contagio da FeLV virus, ma vi è il sospetto poco incoraggiante che questo vaccino sia una delle principali cause di insorgenze di fibrosarcomi vaccino-indotti nel punto di inoculo. Per questo motivo, prima di decidere se sottoporre il proprio gatto a questo tipo di vaccinazione, è sempre bene valutare il rapporto rischi-benefici tenendo presente lo stile di vita del gatto stesso.
In generale, un gatto che vive all’esterno può facilmente entrare in contatto con altri randagi, potenziali portatori del virus, pertanto è buona norma vaccinarlo; al contrario il gatto coccolone di casa che, al massimo, si crogiola sul davanzale della finestra o esce sul balcone per prendere un po’ di sole, potrebbe farne a meno. In ogni modo prima di praticare il vaccino deve sempre essere effettuato il test FIV/FeLV in quanto vaccinare un gatto già malato potrebbe peggiorarne le condizioni cliniche.