l'anestesia

Alleviare le sofferenze dei nostri amici a quattro zampe

La parola anestesia deriva dal greco ἀναισθησία "mancanza della facoltà di sentire", ed è un termine medico che indica l'abolizione della sensibilità, della coscienza e del dolore. Nello specifico, l'anestesia è una procedura che, con l’ausilio di farmaci e sostanze chiamati "anestetici", induce un profondo stato di narcosi, in altre parole uno stato d’apparente vita sospesa in cui sono "attive" solo le funzioni vegetative. In veterinaria, fino a pochi anni fa era ancora una pratica per alcuni aspetti molto empirica, recentemente, tuttavia, grazie al lavoro e alla passione di alcuni colleghi specialisti, ha assunto un’importanza imprescindibile nella pratica di tutti i giorni. Nella nostra formazione ci si avvale di cardini come la terapia del dolore, acuto o cronico, e l’importanza di conoscere i diversi farmaci e la diversa interazione degli stessi per poter approntare per ogni singolo paziente e per ogni singola situazione fisiologica o patologica il corretto protocollo anestesiologico.
Gli scopi dell'anestesia si possono riassumere in quattro punti fondamentali:
1. La soppressione dello stato di coscienza (ipnosi),
2. L’abolizione del dolore (analgesia),
3. Il rilassamento dei muscoli (miorisoluzione),
4. L’abolizione del ricordo (amnesia) e la riduzione delle complicazioni legate allo stress chirurgico.
In particolare, il dolore negli animali da compagnia è diventato argomento di grande attualità in medicina veterinaria, fondamentale è che esso venga sempre precocemente riconosciuto e tenuto farmacologicamente sotto controllo non soltanto per salvaguardare il senso di benessere del nostro amico ma in alcuni casi anche per salvargli la vita. Il dolore, infatti, riesce ad innescare meccanismi patologici nei nostri pazienti che, oltre a ritardare la guarigione, possono in casi estremi far degenerare le condizioni cliniche, fino a portare alla morte. E' qui che entrano in gioco la conoscenza dei vari antidolorifici a nostra disposizione che usati singolarmente o insieme, “concetto di terapia del dolore MULTIMODALE”, possono alleviare le sofferenze dei nostri amici a quattro zampe. I farmaci che inducono la narcosi possono essere somministrati dall'anestesista per due vie: quella iniettiva (in particolar modo quella endovenosa) e quella inalatoria. L’anestesia viene divisa in tre fasi: pre-operatoria (preparazione), intra-operatoria (somministrazione dei farmaci anestetici e monitoraggio) e post-operatoria (risveglio e recupero delle funzioni vitali). L’anestesia deve essere guardata con rispetto e non con eccessivo timore in quanto, come sopra indicato, non è solo una pratica utilizzata per contenere il paziente o per indurre il sonno farmacologico ma è anche una pratica preventiva che lo proteggerà dal dolore chirurgico. Il corretto impiego della procedura anestesiologica prevede, oltre all'utilizzo di farmaci adatti alle diverse condizioni di salute dei pazienti, il monitoraggio continuo intraoperatorio, e per tutta la durata dell'anestesia, dei parametri vitali quali respirazione, funzione cardiaca, elettrocardiogramma, grado di ossigenazione del sangue, CO2 espirata, temperatura e pressione ematica; ciò avviene attraverso l'utilizzo di adeguate apparecchiature di cui questa struttura è munita.